English | Contatti

Martino Pedrozzi
Arch. dipl. epfl - fas/bsa
Via Noseda 20
CH–6850 Mendrisio
Svizzera
t +41 91 942 13 24
info@pedrozzi.com

Foto: Pino Brioschi, Alfio Tommasini, Simone Cavadini
Design: Gysin-Vanetti

| Mi piace progettare e realizzare in generale, non solo edifici. Progetto piccoli oggetti come Oi

Realizzato in una serie limitata di 20 esemplari dalla Biblioteca Werner Oechslin.
Nelle piramidi egizie, nelle colonne greche o nei menhir bretoni la compressione dovuta al peso proprio è nulla al vertice e massima alla base. La compressione della pietra varia perché, con l’aumentare dall’alto verso il basso della massa da sostenere, non corrisponde in proporzione un aumento in pianta della superficie che la sostiene.
Percepisco questa come un’imperfezione statica, un compromesso costruttivo, un difetto di dimensionamento. Mi chiedo allora: esiste un solido nel quale la compressione media resta costante a qualsiasi quota?
La soluzione è un solido di rotazione d’altezza infinita descritto da una formula matematica, in cui è la proporzione costante tra il volume che sovrasta una sezione orizzontale qualsiasi e la sua area, il raggio alla quota, e il raggio di base.
Da architetto che si confronta con la forza di gravità, riconosco nel tronco geometrico che rappresenta questo solido una forma ideale. Ho realizzato questa forma ideale in bronzo. La sua compressione interna è omogenea ed analoga alla condizione di un corpo sospeso in un fluido di uguale densità, e produce la sorprendente sensazione di una massa senza peso.
La sua particolare proprietà gli conferisce carattere e personalità. Per questo l’ho chiamata Oi, il riflesso di io.

, pensato per puro interesse personale; grandi infrastrutture come il semisvincolo

La rotatoria sopraelevata dal diametro di 60 metri risolve lo svincolo all’interno della sede autostradale e diventa un elemento di riferimento del nuovo accesso al centro città (consulenza architettonica allo Studio d’ingegneria Lurati Muttoni Parter).

autostradale di Bellinzona, di cui sono stato un consulente architettonico; oppure interventi territoriali effimeri come il palco

Il palco è stato concepito come uno spazio pubblico e una struttura performativa effimera. Allo stesso tempo, ha funzionato simbolicamente, collegando le due sponde del fiume e reimmaginando il Cassarate come un connettore nella piana di Lugano piuttosto che un confine. Questo cantiere temporaneo, realizzato con gli studenti e gli assistenti dell’Accademia di architettura dell’USI, non è stato solo un esercizio pedagogico, ma anche un gesto civico, sviluppato in dialogo con organizzazioni e autorità locali.

Programmazione artistica e tecnica di scena:
Noah Sartori, Associazione IDRA
Referenti Città di Lugano:
Karin Valenzano-Rossi, Nicoletta Crivelli
Referenti USI:
Luisa Lambertini, Milan Savic
Referente DECS:
Giorgio Robbiani
Referenti Ufficio cantonale corsi d’acqua:
Andrea Salvetti, Giancarlo Moccetti
Consulenza statica e costruttiva:
Roberto Guidotti, Docente USI
Consulenza meteorologica:
Marco Gaia, MeteoSvizzera
Consulenza idrologica:
Marco Tunesi, Studio Luigi Tunesi Ingegneria SA

sul fiume Cassarate, costruito insieme ai miei studenti. Per me progettare e realizzare è un modo di approfondire e trasformare la realtà. È una piacevole sfida alla comprensione. Colgo ogni buon pretesto per farlo. Tra i miei progetti
  Progetti realizzati
2026 Piedistallo per un meteorite
2026 Ponte tra Visletto e Cevio, consulenza architettonica
(con Studio d’ingegneria Lurati Muttoni Partner)
2025 Progetto “Un modello innovativo per Vacallo: vivere la terza età in un ambiente intergenerazionale” (con Vincenzo Tuccillo)
2025 Semisvincolo autostradale di Bellinzona, consulenza architettonica
(con Studio d’ingegneria Lurati Muttoni Partner)
2024 Ricomposizione di due rovine di cascine in Val Piora, Valle Leventina
(realizzata con studenti USI)
2024 Studio di fattibilità sul comparto Lüera, Capolago Mendrisio
2022 Cura e allestimento dell’esposizione “Il tratto e la parola. Schizzi originali di Oscar Niemeyer dalla collezione di Martino Pedrozzi”, USI, Biblioteca dell’Accademia di architettura (con Sidi Vanetti e Vincenzo Tuccillo)
2022 Livellamento del monte Rédond, presso la cima della Trosa, Locarnese
(realizzato con studenti USI)
2021 Livellamento di un dosso in Val di Sceru
2021 Allestimento dell’esposizione “Nakama, Aoi Huber Kono, Victoria Diaz Saravia”, Galleria Doppia V, Lugano
2021 Allestimento dell’esposizione “L’incanto del paesaggio”, Pinacoteca Züst, Rancate (con Sidi Vanetti)
2020 Ristrutturazione di una casa a Fosano
2019 Ricomposizione dell’alpe di Luzzone in Valle Malvaglia
(realizzata con studenti USI, EPFL e ETHZ)
2018 Disboscamento a Sceru, monti di Malvaglia
(realizzato con studenti USI)
2017 Scomposizione di una cascina a Sceru, monti di Malvaglia
(realizzata con studenti USI)
2017 Ristrutturazione di una stalla a Fontanedo, Val di Blenio
2017 Cappella in Valle Malvaglia
2016 Ricomposizione di nove rovine a Quarnei, monti di malvaglia
(realizzate con studenti USI)
2016 Ricomposizione di una rovina a Semione
2016 Appartamento in una villa d’inizio 900 a Chiasso
2015 Ricomposizione di quattro rovine a Sceru, monti di Malvaglia
2015 Tomba di famiglia a Mendrisio
2014 Ricomposizione dell’alpeggio di Giumello, monti di Malvaglia
2013 Ristrutturazione di una casa del nucleo storico di Vacallo
2013 Ristrutturazione parziale di una casa a Solduno
2013 Ricomposizione di una rovina a Sceru, monti di Malvaglia
2013 Ristrutturazione di una casa a Bellinzona
2011 Ristrutturazione di una casa a Mendrisio
2011 Appartamento in una casa nel nucleo di Ligaino, Pregassona
2010 Casa a Pregassona
2010 Palazzo d’appartamenti a Pregassona
2010 Casa a Sonvico
2007 Ristrutturazione di un’antica casa a corte a Pregassona
2007 Passerella pedonale a Leontica, consulenza architettonica
(con Studio d’ingegneria Grignoli Muttoni Partner,)
2002 Restauro di una cascina a Sceru, monti di Malvaglia
2002 Ristrutturazione di una casa di vacanza a Campo Vallemaggia
2002 Ristrutturazione del salone comunale di Pregassona
2001 Alloggio per fine settimana a Rima, monti di Broglio
2001 Ampliamento di una casa di vacanza ad Airolo
2000 Ricomposizione di una rovina a Sceru, monti di Malvaglia
2000 Illuminazione del Castello di Serravalle, Semione
(con Pino Brioschi, fotografo)
1996 Alloggio per fine settimana a Pizzada, monti di Semione
1994 Alloggio per fine settimana a Sceru, monti di Malvaglia.
   
  Progetti non realizzati
2024 Monumento nel cimitero di Fiesso, Valle Leventina
2024 Cappella a Malvaglia, Valle di Blenio
2019 Riqualifica urbana di Via Motta a Mendrisio
2018 Ristrutturazione di una casa nel nucleo storico di Savosa
2011 Casa a Bellinzona
2011 Masterplan per un quartiere di 200 alloggi sociali a Dilijan, Armenia
2009 Casa a Bellinzona
2008 Palazzo d’appartamenti a Caslano
2006 Passerella pedonale a Locarno
(con Studio d’ingegneria Grignoli Muttoni Partner)
2005 Casa a Mendrisio
(con Victoria Diaz Saravia)
2002 Palazzo d’appartamenti a Caslano
2002 Ponte a Pregassona
(con Ingegneri Pedrazzini Guidotti)
2002 Ristrutturazione di un’antica masseria a Ligornetto
2001 Tre case a Semione
1996 Case contigue a Semione
1992 Ponte ad arco, deposito di brevetto svizzero
   
  Progetti di concorso
2017 Edificio d’appartamenti a Canobbio, concorso a inviti, 1. premio
2016 Allestimento del padiglione svizzero per la Biennale di architettura di Venezia 2018 (con Sidi Vanetti)
2016 MALI Museo de Arte de Lima, nuova ala per l’arte contemporanea, Lima, Perù
2015 Nuovi spazi per la didattica presso l’Accademia di architettura di Mendrisio, concorso a preselezione
2015 Passerella pedonale presso l’ex Ponte della Torretta a Bellinzona
(con Studio d’ingegneria Lurati Muttoni Partner)
2015 Edificio d’appartamenti a Lumino, concorso a inviti
2014 Ponte per l’Azienda Elettrica Ticinese a Pollegio
(con Marco Tajana, ingegnere)
2014 Passerella pedonale e ciclabile sul Vedeggio tra Agno e Muzzano
(con Marco Tajana, ingegnere)
2014 Sede principale della Basler Versicherungen a Basilea, concorso a inviti
2013 Parcheggio multipiano e sistemazione paesaggistica a Morat
2013 Libreria, aule e appartamenti, Fondazione Torriani a Mendrisio
(consulenza grafica di Sidi Vanetti)
2013 Stazione ferroviaria di Bellinzona, concorso a inviti
2012 Scuola Media di Chiasso, nuove aule speciali
2012 Scuola Universitaria Professionale a Mendrisio
(con Kengo Kuma and Associates, Tokyo)
2012 Edificio di alloggi sociali a Ginevra
2011 Edificio e mappale RSI di Lugano-Besso, idee di sviluppo, mandato di studio parallelo
2011 Scuola dell’infanzia e sala multiuso a Lugano-Molino Nuovo
(con Victoria Diaz Saravia)
2011 Campus universitario USI e SUPSI, Lugano
2010 Progetto per Piazza stazione e per l’ex sedime autostradale, Roveredo, mandato di studio parallelo
2010 Studi per l’inserimento del Museo dell’architettura nel Palazzo Turconi, Mendrisio
2009 Centro di Pronto Intervento a Mendrisio, 2. fase
2009 Svincolo autostradale, Bellinzona, 1. premio
(con gli studi d’ingegneria Tajana & Partner e Edy Toscano,)
2008 Parco Bonasco, Giubiasco, mandato di studio parallelo
2008 Nuova piazza a Pedrinate, concorso a inviti, 3. premio
2008 Passerella pedonale a Bellinzona
(con Studio d’ingegneria Grignoli Muttoni Partner)
2004 Facoltà di Scienze Informatiche dell’USI a Lugano
2004 Rifacimento della pavimentazione del nucleo di Arogno, concorso a inviti, 2. premio
2002 Asilo e sala comunale a Comano
2002 Ristrutturazione del salone comunale di Pregassona, concorso a inviti, 1. premio
2001 Ristrutturazione della banca UBS di Mendrisio, concorso a inviti
1999 Capanna Cristallina in Valle Bedretto
1999 Lungolago di Ascona
1998 Nahuel Huapi National Park hotel in Patagonia, Argentina
(con Giuditta Botta)
1998 Ampliamento del campus universitario dell’USI, Lugano
1997 Ampliamento dell’Accademia di architettura dell’USI a Mendrisio
preferiti ci sono le ricomposizioni

[…] prima c’era del pietrame, che un osservatore ignaro poteva confondere con il pietrisco eruttato li dal permafrost. Due compari, in appena tre ore lavorando di buona lena a gettar pietre diligentemente verso quel che via via si configurava come un centro e poi un rettangolo, portavano finalmente alla vista le tracce di una fondazione di rustico che le pietre ammucchiate hanno ormai riempita a forma di tumulo. L’immagine che faceva definire a Loos cos’è l’architettura mette a fuoco l’operazione compiuta dai due compari: qui sull’alpe di Sceru essi hanno dato sepoltura a una casa. Immaginiamo che i due continuino con la stessa lena ad ammucchiare tumuli che ci parlano di case, stalle e strade. Non sarebbe un bel modo per suggellare “l’abbandono”? Questo testo–tratto dal catalogo della mostra “Neues Bauen in den Alpen, Architekturpreis 2006” in cui era esposta la mia prima ricomposizione a Sceru–termina con l’augurio di vedere proseguita l’opera di ricomposizione iniziata su quell’alpe. Negli anni successivi tutte le rovine di Sceru sono state ricomposte così come quelle dell’alpe di Giumello. Qualche anno più tardi è stata portata a termine anche la ricomposizione dell’alpe di Luzzone nella quale ho coinvolto la Section d’architecture dell’EPFL, l’Accademia di architettura dell’USI, l’Institut für Landschaftsarchitektur dell’ETHZ ed i loro rispettivi studenti, 120 in totale. Nel 2024 sono state ricomposte due rovine in Val Piora con gli studenti dell’Accademia di architettura dell’USI.

in Val Malvaglia e in Piora, le trasformazioni

Pizzada, Valle di Blenio

Nuove funzioni come cucinare, mangiare, dormire e riposare sono introdotte in una stalla per renderla abitabile. Queste funzioni, normalmente considerate parzialmente incompatibili nello stesso spazio, coesistono attorno ad unico elemento d’arredo fisso.

Sceru, Valle Malvaglia

A una cascina in muri di pietra a secco vengono eliminate le sporgenze di gronda e coperta la carpenteria normalmente visibile in facciata tra muri laterali e tetto. Ne risulta un aspetto massiccio, antitetico al carattere tettonico originale.

a Pizzada e a Sceru, le ristrutturazioni

Casa a corte a Ligaino

Un edificio composto da parti edificate in momenti diversi e inserito in un complesso rurale disposto attorno ad una corte, assume attraverso la sua ristrutturazione un carattere contemporaneo e unitario. La trasformazione inizia con la demolizione delle parti danneggiate come i solai in legno e la carpenteria. Tra i muri portanti esistenti nuovi solai sono collocati a quote diverse in modo da permettere un movimento orizzontale e verticale diretto e frontale, da una stanza all’altra, attraverso aperture di passaggio nei muri. La partizione in tre piani ripetuti dell’edificio originale è sostituita da un insieme di locali autonomi disposti ciascuno a una quota specifica.

Appartamento a Ligaino

All’ultimo piano di una casa tradizionale del centro storico un volume attrezzato a forma di croce struttura in quattro settori equivalenti lo spazio definito dai muri perimetrali.

nel nucleo storico di Ligaino, le abitazioni

Casa a Sonvico

La casa a un piano è appoggiata su un pendio e guadagna l’orizzontalità con due pilastri cavi in cui trovano posto funzioni secondarie.

Palazzo d’appartamenti a Pregassona

La struttura verticale composta da otto pilastri perimetrali e da due nuclei centrali per scala e ascensore è ripetuta senza variazioni su quattro piani. Il piano d’accesso è lasciato libero e grezzo. Negli altri tre piani ogni appartamento è attraversato da uno spazio diagonale che ne accentua la dimensione maggiore e dà accesso a tutti i vani.

Casa a Pregassona

Una struttura verticale ripetitiva e ravvicinata, basata su due campate laterali inferiori rispetto a quella centrale, cosente degli spessori minimi di pialstri (20x20 cm) e solai (16 cmbr). La struttura del tetto ripete quella del solaio intermedio, ma è piegata lungo l’asse centrale.

Casa a Mendrisio

La casa, ubicata all’esterno del nucleo storico di Mendrisio dove un tempo iniziavano i campi, col passare degli anni è stata inglobata nell’espansione urbana. Tuttavia la sua autonomia caratterizzata in origine dal contesto agricolo si è paradossalmente accentuato. Dopo la creazione di un fronte costruito che si attesta lungo una strada realizzata di recente, l’abitazione si è ritrovata protagonista di uno spazio ben definito compreso tra il fronte storico e quello nuovo. (con Victoria Diaz Saravia, consulente grafico per la facciata: Sidi Vanetti)

a Sonvico, a Pregassona e a Mendrisio, masterplan

Il progetto è stato commissionato dalla National Social Housing Association armena. Prevede la realizzazione di 200 nuove unità abitative e la ristrutturazione di un edificio esistente. Il sito è un‘area originariamente destinata per iniziativa dello stato moldavo alla costruzione di blocchi abitativi per famiglie rimaste senza casa dopo il terremoto di Spitak del 1988. L‘iniziativa subì una brusca interruzione in seguito allo sgretolamento sovietico lasciando inconclusi una serie di terrazzamenti e un edificio. Il nostro progetto origina proprio dall‘analisi attenta di questi terrazzamenti che opportunamente rimodellati diventano i piani d‘appoggio del nuovo quartiere abitativo. (Consulenza grafica: Sidi Vanetti)

a Dilijan in Armenia, una tomba

, una cappella

La cappella è stata realizzata in sostituzione e in memoria della vecchia cappella del Ponte Cabbiera, andata sommersa nel bacino idroelettrico della Val Malvaglia. La sua ubicazione è caratterizzata dalla presenza di un grande masso, presente nella stessa posizione da prima della costruzione della diga. Un luogo rimasto allo stato originale, non trasformato dai lavori di scavo e terrazzamento, capace di dare alla cappella una fondazione solida sia dal profilo statico che ideale. A chi proviene in automobile da valle la cappella appare in fondo a un rettilineo il cui asse è allineato alla croce. La relazione spaziale con la strada, moderna espressione delle antiche mulattiere di valle, lega la cappella a un contesto paesaggistico più ampio. La cappella è stata immaginata come una leggera struttura in ferro grezzo composta da un tetto ottenuto saldando lungo il colmo due lamiere da 15 millimetri, e da sei colonne di 65 millimetri di diametro incastrate al masso tramite carotaggi. Il tetto è semplicemente appoggiato e mantiene la sua posizione grazie al peso proprio e a sei spinotti posti al vertice delle colonne. Un percorso sale dalla strada, attraversa un bosco di noccioli e termina a monte della cappella in un’area pianeggiante dove annualmente si celebra una messa.

, due livellamenti

Guadagnare un piano orizzontale nella natura selvaggia è un momento fondativo dell’architettura: è in quest’atto così razionale, e cioè così umano, che l’uomo afferma la propria alterità e trova la propria specifica identità di essere vivente. Il lavoro cerca di ricreare questo legame originario con la terra e con la possibilità di modificarla.
Nel primo intervento, realizzato nel 2021, è stata livellata la sommità di un dosso emergente dal fondale della Valle di Sceru, a 2’211 metri d’altitudine. L’anno successivo, con il coinvolgimento di 24 studenti dell’Accademia di architettura dell’USI e dei loro assistenti, è stato livellato il Redónd, una cima attigua a quella della Trosa, definendo un piano perfettamente piatto di circa 7×22 metri.
Queste azioni così radicali, quasi un’anticipazione di un processo erosivo plurimillenario, portano alla luce rocce a lungo sepolte, che emergenti da questa nuova quota di riferimento, diventano l’espressione inattesa e imprevedibile di un paesaggio surreale.

, una scomposizione

A Sceru un piccolo riparo costruito chissà quando era vicinissimo al crollo. I muri a secco pendevano; le pietre della copertura erano disordinate e incomplete; la travatura, esposta alla pioggia, era fatiscente. Impossibile un restauro, insensata una ricostruzione. Coinvolgendo studenti e assistenti del mio corso di progettazione presso l’Accademia di architettura dell’USI l’edificio è stato scomposto ed i suoi pezzi riposti al suo interno, come una scatola del Meccano.

, un disboscamento

L’abbandono degli alpeggi della Valle Malvaglia non ha avuto conseguenze soltanto sul patrimonio costruito: il paesaggio stesso ha subito una trasformazione continua caratterizzata dall’avanzamento del bosco sulle radure e dall’innalzamento del suo limite superiore ben oltre i 2˙000 metri d’altitudine. Le aree di pascolo, di coltivazione e di sfalcio, oggi in disuso, durante gli ultimi decenni di abbandono si sono progressivamente rinselvatichite, offuscando la lettura di spazi collettivi, se non pubblici, un tempo destinati alla produzione agricola. Sull’alpe di Sceru i larici avevano iniziato a lambire gli edifici originariamente ubicati in uno spazio aperto, oltre il limite superiore di crescita del bosco. Il lavoro, realizzato coinvolgendo studenti e assistenti del mio corso di progettazione presso l’Accademia di architettura dell’USI, è stato un ripristino del paesaggio. Andando a rimuovere da una determinata quota verso il basso la vegetazione, costituita principalmente da un omogeneo giovane lariceto, è stata restituita nuova chiarezza alla lettura di questo paesaggio antropizzato, favorendo al contempo la biodiversità del luogo.

, delle installazioni

Filare

L’intervento nasce da un vecchio sentiero di montagna legato alla transumanza nelle Alpi di Scéru, in Val Malvaglia, che oggi non appare più nella rete dei sentieri ufficiali. La sua rilevazione è l’occasione per compiere un’azione che ha la forza e l’intensità di un atto fondativo: tredici larici, acquistati al vivaio cantonale, vengono piantumati a passo regolare a definire una linea retta di settanta metri che, in senso longitudinale, riafferma la presenza di questo sentiero dimenticato e, in senso trasversale, diventa un sistema di riferimento e misurazione del paesaggio stesso. Un segno intenzionale, artificiale che abilita una nuova lettura di questo spazio naturale e genera nuove relazioni nel contesto. Un intervento realizzato con gli studenti dell’Accademia di architettura dell’USI che costringe a confrontarsi e ragionare coi tempi lunghi della natura: piantare dei piccoli alberi oggi e attendere pazientemente, magari vent’anni, perché l’effetto spaziale previsto si realizzi compiutamente e configuri un nuovo paesaggio.

Padiglioni

Questo progetto è il risultato di un workshop collettivo di progettazione organizzato nell’ambito del mio corso di progettazione presso l’Accademia di architettura dell’USI. In quattro giorni di lavoro sono stati ideati tre padiglioni, poi realizzati direttamente dagli studenti nella cava Ongaro di Cresciano per offrire una protezione dal sole e dalla pioggia agli operai della cava. L’intrinseca monumentalità della cava di Cresciano, raggiungibile attraverso un suggestivo percorso ascensionale che richiama quello del Tempio di Apollo a Delfi, è diventato l’eccezionale palcoscenico di questi tre “tempietti”, costruiti assemblando manualmente soltanto tronchi e barre filettate, in un’intenzionale riduzione sintattica del processo costruttivo.

Playground

L’occasione d’intervento è nata dalla volontà del municipio di Arogno di dare più qualità spaziale al comparto scolastico. La proposta è stata quella di realizzare un parco giochi riflettendo, in senso didattico, sul valore stesso di un tale spazio: in quattro giorni di workshop collettivo con i miei studenti e assistenti dell’Accademia di architettura dell’USI è stato concepito, e sviluppato in disegni di dettaglio, un parco per bambini dove i giochi – non limitandosi a una valenza univoca e immediata – potessero farsi installazioni spaziali capaci di attivare lo spazio e promuovere interazioni originali con esso. Quattro gli elementi caratterizzanti di questo nuovo paesaggio da esplorare, realizzato interamente con abete da cantiere: un palco, emblema dell’apertura e dell’espressione; un patio, che accoglie una palma preesistente e ne fa un appartato ritiro “esotico”; un pontile che misura la topografia esistente; una torre con un campanaccio, che risuona al vento. La fase di cantiere è stata arricchita da alcuni momenti di interazione con i bambini, futuri utenti di questo spazio.

Sezione sul Ceresio

Il sottile confine tra visibile e invisibile è una cifra caratterizzante dell’esperienza che facciamo del paesaggio naturale. La nostra percezione quotidiana dei fenomeni naturali, infatti, è perlopiù legata alla loro espressione immediata e apparente ed è spesso ignara – a meno di intenzionali approfondimenti – delle cause di alcuni avvenimenti, o di quello che si cela al di là del limite del visibile. Da questa condizione scaturisce il senso di mistero, di fascinazione e di reverenza per la natura ed è per questo che, sovente, intervenire in senso conoscitivo sulla natura può tradursi nell’operazione di “rivelare” una sua caratteristica occulta, scostare per un frangente il velo dell’invisibile allo scopo di regalare una percezione inedita della quotidianità. Il lavoro, realizzato con i miei studenti dell’Accademia di architettura dell’USI, si è proposto di fare ciò a partire proprio da uno degli elementi che più fortemente caratterizza il paesaggio e l’immaginario ticinese, ossia il lago Ceresio: nei pressi della foce del fiume Sovaglia, dove il Ceresio tocca la sua larghezza minima, 13 palloni aerostatici fissati con delle corde ad altrettante boe intervallate con una distanza regolare di circa 40 metri, sono state innalzate al cielo per un’altezza che replicava esattamente la profondità del lago in quel punto. Una sezione del Ceresio è stata così capovolta per qualche giorno in cielo, rivelando a tutti l’inatteso profilo delle sue profondità.

Zattera

Il progetto, concepito con la consulenza dell’ingegnere Roberto Guidotti, ha comportato la costruzione in scala 1:1 di una zattera di 3×10 metri da parte dei miei studenti dell’Accademia di architettura dell’USI, utilizzata per una breve navigazione sulle acque del Ceresio. Una piattaforma mobile galleggiante in mezzo al lago si è fatta inatteso strumento didattico che dosa componente ludica e trasgressività calcolata. Il progetto, specifico per l’uso e per il contesto, dove l’assemblaggio delle tavole è stato finalizzato a garantire flessibilità e così l’assorbimento del moto ondoso, ha offerto a tutti i passeggeri un’esperienza spaziale assoluta.

e alcuni concorsi

Sede della Basilese Assicurazioni

L’espressione architettonica della sede della Basilese Assicurazioni nasce da una necessità tecnica e da una precisa volontà architettonica: il dover rispondere ad elevati standard di isolamento richiesti, che presupponevano la creazione di un involucro isolante continuo, e il desiderio progettuale di non riferirsi alla facciata come ad un rivestimento, ovvero ad una superficie applicata a posteriori. L’espressione pubblica dell’edificio è un bassorilievo monolitico. I muri, trattati come placche giustapposte, sono strutture autonome, distaccate dal corpo di fabbrica principale ed ancorate all’edificio retrostante con una serie di spinotti che ritmano la facciata insieme alle nervature di irrigidimento. (Concorso su invito)

Spazi d’atelier dell’Accademia di architettura di Mendrisio

Nel progetto per gli spazi d’atelier dell’Accademia di architettura di Mendrisio una nuova piattaforma diventa l’appoggio del nuovo volume, il quale assieme ai tre edifici preesistenti definisce uno spazio pubblico. Le sue quattro facciate sono costituite da lame monolitiche in calcestruzzo armato gettato in opera spesse ciascuna 12 centimetri. Sono autoportanti e tra loro separate lungo gli spigoli verticali. La loro autonomia, bidimensionalità e frontalità esprime in modo mirato lo scopo ultimo di una facciata: rappresentare l’edificio, come una maschera.

Stazione di Bellinzona

La stazione di Bellinzona è ubicata su una piattaforma artificiale. Su questa piattaforma, piano d’approdo alla città per chi arriva in treno, i due edifici storici risultano appoggiati in tutta la loro autonomia una volta demoliti gli elementi più recenti e di minore pregio. Il nostro nuovo edificio, una loggia, è una struttura che copre lo spazio transitorio tra il viaggio e la destinazione, tra il treno e la città. La loggia rappresenta la soglia d’accesso alla città. (Concorso su invito)

Appartamenti a Ginevra

L’edificio di appartamenti a Ginevra è pensato come un blocco piantato nel verde: due ampi sfondi vegetali si aprono a nord e a ovest. Al blocco compatto, composto di pannelli di calcestruzzo prefabbricato, si affianca una esile struttura composta di pilastri e solette che disegna con tratto sottile ma deciso il volume di un grande loggiato che si giustappone, sfiorandolo, al parallelepipedo di calcestruzzo. È la tensione tra questi due oggetti, il vuoto sottile che li divide, a rappresentare uno degli elementi topici del progetto. Il loggiato ricorda una grande scenografia teatrale dove le persone si affacciano e mettono in scena la loro vita quotidiana.

Biennale di Venezia

Con il nostro progetto proponiamo una riflessione sulla nozione di limite, inteso come separazione spaziale artificiale. Lo facciamo andando a ridefinire le reciproche relazioni spaziali tra padiglione, Giardini e città. Per mezzo di un nuovo muro spostiamo l’ingresso del padiglione all’esterno della recinzione dei Giardini. Questo intervento ribalta la condizione spaziale che accumuna tutti i padiglioni nazionali, caratterizzata dall’inclusione all’interno di un perimetro espositivo chiuso. Il padiglione svizzero risulta collocato all’esterno della recinzione, a diretto contatto con lo spazio pubblico di Venezia. Il gesto è prepotente perché impedisce l’abituale accesso agli spazi espositivi e li esclude dalla comunità dei padiglioni. Ma allo stesso tempo è un gesto di massima apertura: questi spazi, che nel contesto della Biennale rappresentano la Svizzera, diventano accessibili per chiunque. Non vogliamo dare un’interpretazione univoca della nostra proposta o veicolare un messaggio definito. Preferiamo l’idea di provocare emotivamente i visitatori attraverso un allestimento che suggerisca delle sensazioni come quelle di inclusione e di esclusione, di rifiuto e di accoglienza o di chiusura spaziale e di apertura. L’ingesso è dunque libero, lungo un ideale percorso collegato a ogni piazza, riva o calle di Venezia. Il pubblico percorre una passeggiata urbana che si insinua nel padiglione, ne attraversa gli spazi volutamente spogli e culmina nella sala principale dove risalta il grande dipinto di un vasto paesaggio alpino.
Con Sidi Vanetti.

. Ho anche progettato il piedistallo

La forza d’attrazione del pianeta terra sul meteorite è identica a quella esercitata dal meteorite sulla terra. Meteorite e terra si attraggono a vicenda e in uguale misura in base alla legge di gravitazione generale di Newton. Il piedistallo, costituito da un cuscino in polipropilene riempito di elio, neutralizza la forza di gravità a cui è sottoposto grazie alla sua natura aerostatica. Le uniche forze a cui è sottoposto sono quelle d’attrazione reciproca tra terra e meteorite che lo comprimono simmetricamente sui due lati.

per un meteorite e prodotto un documentario
  Essere felici (documentario di Vasco Dones e Franco Cattaneo, 2020)
sulla ricomposizione dell’alpe di Luzzone, che ho realizzato coinvolgendo le tre facoltà di architettura svizzere di USI, ETHZ e EPFL. Certi progetti hanno ottenuto dei premi
2017 Umsicht-Regards-Sguardi, premio quadriennale della SIA, Società svizzera degli ingegneri e degli architetti, menzione: ricomposizioni a Sceru e a Giumello in Val Malvaglia
2016 Arc-award, premio speciale della giuria: ricomposizioni a Sceru e a Giumello in Valle Malvaglia
2016 Swiss art awards 2016, finalista: ricomposizioni a Sceru e a Giumello in Valle Malvaglia
2016 Premio SIA-Ticino per le migliori opere in Ticino del quadriennio 2012‑16, menzione: ricomposizioni a Sceru e a Giumello in Valle Malvaglia
2015 Premio Die Besten 2015 per le migliori opere in Svizzara del 2015, menzione: ricomposizioni a Sceru e a Giumello in Valle Malvaglia
2008 Premio Die Besten 2008 per le migliori opere in Svizzara del 2008: ristrutturazione di un’antica casa a corte a Pregassona (nel 2009 membro della giuria)
2007 Premio SIA-Ticino come miglior opera privata in Ticino del quadriennio 2004‑2007: ristrutturazione di un’antica casa a corte a Pregassona
2006 Premio internazionale d’architettura contemporanea alpina, Sesto Cultura: restauro di una cascina e di una rovina di cascina a Sceru, monti di Malvaglia
1999 Premio internazionale d’architettura contemporanea alpina, Sesto Cultura: alloggio per fine settimana a Pizzada, monti di Semione
(tra gli altri, Neues Bauen in den Alpen, Die Besten, SIA e Arc-Award), sono apparsi su pubblicazioni
 Libri
2025Nicola Navone “L’architettura delle cappelle votive nel Ticino del XX secolo: una prima ricognizione”; in Andrea a Marca, Francesca Luisoni e Paolo Ostinelli (a cura di); Sguardi divini, Cappelle e dipinti murali devozionali del Sopraceneri; Repubblica e Cantone Ticino, Centro di dialettologia e di etnografia
2025Francesca Chiorino “Ricomposizioni. Il ripristino dello spazio pubblico alpino”, in Francesca Chiorino e Marco Mulazzani (a cura di), Ritorno alle Alpi. Architetture della responsabilità, Quaderni della Fondazione Courmayeur Mont Blanc no.50, Musmeci Editore
2023Mario Botta, “Martino Pedrozzi, Cappella del ponte Cabbiera, Serravalle, 2019”, in Mario Botta, Il cielo in terra, Milano, Libri Scheiwiller
2023Matteo Iannello, “Memoria, territorio e comunità nel Canton Ticino: interventi sull’architettura rurale in Val di Blenio e Val Malvaglia”, in Valter Curzi (a cura di), Musei e patrimonio culturale. Forme di narrazione della contemporaneità, Milano, Skira
2017“Ornamenti is crime”, Phaidon
2015Ticino Guide, Architettura e ingegneria, Canton Ticino 2000-2015, Archi, Verlags AG, Zurigo
2008Neues Bauen in den Alpen, architekturpreis 2006, Sexten Kultur, Birkhäuser Verlag, isbn 978-3-7643-8394-7
2000Neues Bauen in den Alpen, architekturpreis 1999, Sexten Kultur, Birkhäuser Verlag, isbn 3-7643-6115-8
  
 Riviste
2025Dieter Geissbühlen e Felix Wettstein, «Reaktionen», Portal, no. 61
2025Andrea Muheim e Hartmut Nägele, «Architektur Fotografie», Archithese, no. 1
2024Carlo Ezechieli, “Tre interventi di Martino Pedrozzi nelle valli del Canton Ticino”, IoArch, 109
2023Nicola Navone, “Un oratorio e una cappella in Ticino”, Archalp, no. 11
2023Roberto Dini, “Tra memoria e progetto. Alla ricerca di nuovi significati per l’architettura alpina”, Archi, no. 6
2022Antonio De Rossi, “Architettura e ambiente, una relazione complessa e mobile”, Archalp, no. 9
2022Federico Tranfa, recensione di “Cigarrilhas, Dois meses no escritório de Oscar Niemeyer”, Casabella 939
2021Daria Farafonova, “Costruire la città. Conversazione con Mario Botta”, Filigrane. Culture letterarie, no. 1
2021Claudia Schwalfenberg, “Gemeinden und Städte baukulturell beraten – aber wie?”, TEC21, no. 7
2021Mauro Marinelli, “Terra! L’agricoltura come pratica di architettura”, a, no. 3
2019“ARCHALP”, no 02
2018“ARCHALP”, no 01
2018FACES, Journal d’architecture”, no.74
2018“Archithese”, Jun-Aug 2
2017“Phoenix, Bauen im Bestand”, no. 11, BL Verlag AG, Schlieren
2017“100 Ferien Hauser”, 100 Medien GmbH, Ammerndorf, Germania
2017“Viso, Schweizer Baudokumentation”, no. 4 2017, Rüschlikon
2017“Modulor”, No.3 2017, NZZ Fachmedien AG, Urdorf
2016“Archi”, no. 4, Lugano
2016Catalogo del Premio SIA Ticino 2016
2015Architecture Suisse, 199-1
2015Hochparterre, no.12, Zurigo
2015Werk, bauen+wohnen, no.3, Zurigo
2015Hochparterre Wettbewerbe, no.1, Zurigo
2014Ticino Management, no.4, Lugano
2014Square, USI-magasine, no.14, Lugano
2013Viso, Schweizer Baudokumentation , no.5, Rüschlikon
2013Umbauen+Renovieren, no.6, Zurigo
2013Das Ideale Heim, no.6, Zurigo
2013Ticino Management, no.4, Lugano
2013Archi, no.6, Lugano
2013Faces, Journal d’architecture, no.72, Ginevra
2012Hochparterre, no.5, Zurigo
2012Traumhaus, no.5, Schlieren
2012Talea, no.31, Como
2011Ticinosette, no.35, Muzzano
2011Werk, bauen+wohnen, no.11, Zurigo
2008Domus, edizione russa, no.9, Mosca
2008Domus, no.914, Milano38
2008Werk, bauen+wohnen, no.9, Zurigo
2008Architecture today, no.186, Londra
2008Hockparterre, no.12, Zurigo
2007Piso, ciudad al ras, no.11, Guadalajara
2007Architecture Suisse, no.167, Losanna
2007Premio SIA Ticino 2007, Edizioni Casagrande, Bellinzona
2006Hochparterre, beilage, no.10, Zurigo
2006Time+Architecture, no.5, Shanghai
2005Piso, ciudad al ras, no.7, Guadalajara
2000JA, the japan architect, no.36, inverno 2000, Tokyo
1999Shinkenchiku: 1999, no.12, Bunkyo-Ku, Tokyo 113-8501
  
 Digitale
2024Aline Stadler, “Sichtbarmachung alter Tessiner Alpweiden: Stallruinen und architektonische Interventionen”, Syntopia Alpina, www.syntopia-alpina.ch
2021Daria Farafonova, “Costruire la città. Daria Farafonova in dialogo con Mario Botta”, Le parole e le cose, www.leparoleelecose.it
2021Michael Jakob, “Ricomporre pietre”, Doppiozero, www.doppiozero.com
2020frizzifrizzi.it, “Primavera 2020, un docente offre in dono ai suoi studenti le note e gli spunti dai suoi libri più preziosi
2020Espazium, Stefano Moor su Martino Pedrozzi, “Casa a Sonvico
2017Transfer, Global Architecture Platform”, www.transfer-arch.com
2016Le Temps, blog di Philippe Meier, ”Les pierres sauvées
2002Architetture nel territorio, Canton Ticino 1970-2000, CD-ROM, Autrici: Mercedes Daguerre e Graziella Zannone Milan, Edizioni Tarmac, Mendrisio
  
 Esposizioni
2025Esposizione “Montañas y pliegues. Observaciones a partir de una botella Moche”, MALI Museo de Arte de Lima, Perù
202514° Biennale internazionale di architettura di San Paolo, Brasile
2024Esposizione “Premio di architettura Vionelab”, Comunità montana di Valle Camonica
2023Esposizione “L’abric de les ruïnes”, Centre de Cultura i Memòria, Barcellona, Spagna
2019Esposizione “Mountains and the rise of Landscape”, Harvard GSD, Cambridge USA
2017Mostra e catalogo “Umsicht, Regards, Sguardi 2017”, SIA Svizzera
2016Mostra e catalogo “Schweizweit”, Schweizerisches Architekturmuseum, Basilea
2016Mostra e catalogo “Arc-award 2016”, Zurigo
2016Mostra “Arquitectura militante en Ticino”, Colegio Federado de Ingenieros y Arquitectos, San José, Costa Rica
2016Mostra “5 architetti del Canton Ticino”, Festa dell’architettura 2016. Forlí, Italia
2012Esposizione e catalogo Import Ticino, Barcellona
2009Esposizione Architecture through pictures, SCI-Arc European Program, Vico Morcote, introdotta da Bruno Reichlin
  
 Stampa
2021Laura Di Corcia, “Ricostruire i ricordi”, Azione, 2 ago.
2021Attilio D’Andrea e Annegret Diethelm, “Martino Pedrozzi, Aufräumen wider das Vergessen”, Tessiner Zeitung, 29 gen.
2019“Corriere del Ticino”, 21 mar.
2019Voce di Blenio, mar.
2017AZIONE, “L’arte di riordinare le pietre”, 21 ago.
2016Voce di Blenio, ott.
2016Corriere del Ticino, 23 lug.
2016“La Regione”, 18 lug.
2016Corriere del Ticino, 5 mar.
2016La Regione, 2 mar.
2015Voce di Blenio, “Ricomposizioni in Val Malvaglia, ott.
  
 Tele e radio
2022Daniel Bilenko, “I tratti, le parole e i cigarillos di Oscar Niemeyer”, RSI, Rete 2, Diderot, 8 lug.
2021V. Dones e F. Cattaneo, “Essere felici” (documentario sulla ricomposizione dell’Alpe Luzzone di Martino Pedrozzi con 120 studenti d’architettura di USI, EPFL e ETH), RSI, LA2, Storie, 29 ago.
2017RSI, Rete due, Attualità culturale, “Ricomposizioni di pietra, di Daniel Bilenko
2016Servizio RSI, Il Quotidiano, 31 ago.
2016RSI, Rete due, Attualità culturale, “Ricomporre le pietre”, di Lina Simoneschi, 4 lug.
2010Cronache della Svizzera Italiana, Radio della Svizzera Italiana, corrispondenza di Vladimir Sapozhnikov dalla Biennale di Mosca
2010I luoghi dell’anima, intervista alla Radio della Svizzera Italiana sulla ristrutturazione di un’antica casa a corte a Pregassona
2009Foglio volante, intervista alla Radio della Svizzera Italiana sull’esposizione Architecture through pictures di Vico Morcote
2008Il Quotidiano, servizio della Televisione della Svizzera Italiana TSI sul semisvincolo autostradale di Bellinzona
2008Kulturplatz, servizio della Televisione della Svizzera Tedesca SF sul Premio Die Bestem 08
2007Buonasera, servizio della Televisione della Svizzera Italiana TSI sul Premio SIA
(come JA, Faces, Werk, Architecture Today, Domus o Archalp) o sono stati mostrati in occasione di mie presentazioni
 Conferenze
2026Sapienza Università di Roma
2025Istituto Svizzera, Venezia (dal minuto 40:45)
202514° Biennale internazionale di architettura di San Paolo, Brasile
2024Festival Letteraltura, Verbania, Italia
2024Università di Trento, Italia
2023Fondazione Courmayeur, Aosta, Italia
2023Intervento nell’ambito del 60° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Corea del Sud e Svizzera, Ambasciata svizzera a Seoul, Corea (da remoto)
2023Escola da Cidade, San Paolo, Brasile
2023FAUUSP, San Paolo, Brasile
2023SUPSI, DACD
2023Trentino School of Management, Trento (da remoto)
2021Cima Norma Art Festival, Dangio, Valle di Blenio
2020Accademia di architettura, Università della Svizzera italiana, “Architettura diretta. Pratica e didattica dell’esperienza”
2019ENSAN, École Nationale Supérieure d’Architecture Nancy, Francia
2019ENSAPVS, École Nationale Supérieure d’Architecture Paris Val de Seine, Francia
2019Ordine architetti Varese, Villa Panza, Italia
2018University of Belgrade, Faculty of Architecture, Serbia
2018Open House Basel
2018HEPIA, Haute école du paysage, d’ingénierie et d’architecture de Genève
2018Serie di conferenze “Costruire territori”, Premadio Valdidentro, Italia
2018Architektur Salon, Hamburg
2018Forum d’architectures, Losanna
2018BSA Zentralschweiz, Lucerna
2017Casabella Formazione, Milano
2016Colegio Federado de Ingenieros y Arquitectos de Costa Rica, San José, Costa Rica
2016Festa dell’Architettura, Forlì, Italia
2016Inaugurazione dell’esposizione “Import Ticino – Architecture and Territory”. Collegi d’arquitectes, Tarragona, Spagna
2016ENSAN, École Nationale Supérieure d’Architecture Nancy, Francia
2016ENSASE, École Nationale Supérieure d’Architecture de Saint-Étienne, Francia
2014Università degli Studi di Pavia, Italia
201320. Seminario internazionale di progettazione, Monte Carasso, Svizzera
2011Escola da Cidade, São Paulo, Brasile
2010II Biennale di architettura, Mosca
2007United Arab Emirates University, Al Ain, Emirati Arabi Uniti
2007Haute école d’art et de design, Ginevra, Svizzera
2007Università degli Studi di Genova, Italia
  
 Conferenze nell’ambito di WISH
2025Mongolian University of Science and Technology, Ulan Bator, Mongolia
2024Universidade Federal do Amazonas, Manaus, Brasile
2023Tashkent University of Architecture and Civil Engeneering, Uzbekistan
2021Biblioteca comunale di Longyearbyen, Isole Svalbard, Norvegia
2017Pontificia Universidad Javeriana, Bogotá, Colombia
2016CUJAE, Instituto Superior Politécnico José Antonio Echeverría, La Habana, Cuba
2015Arcadia Mediatica, Lima, Perù
2014Masayuki Kurokawa Office, Tokyo
2011Faculdade de Arquitetura e Urbanismo, Universidade de São Paulo, FAU-USP, Brasile
2010CEPT University, Ahmedabad, India
2006University of the Witwatersrand, Johannesburg, Sud Africa
2005Graduate School of Architecture, Nanjing University, Nanjing, Cina
2004Universidad Autonoma de Baja California, Mexicali, Messico
2003Collegio degli Architetti della città di Tucumán, Argentina
  
 Convegni
2025Presentazione del libro “Constructed Geographies: Paulo Mendes da Rocha”, con Vanessa Grossman, Solano Benitez, Ciro Miguel, Annette Spiro e Ana Pinto, Seminario Internazionale di Monte Carasso, 18 lug.
2024MEM, Middle East Mediterranean Summit, Lugano, 6 nov.
2023“Arquitetura reta”, dibattito con Angelo Bucci e Guilherme Wisnik, FAUUSP, San Paolo, Brasile, 14 giu.
2023Presentazione del libro “Cigarrilhas, Dois meses no escritório de Oscar Niemeyer”, con Angelo Bucci e Alvaro Puntoni, FAUUSP, San Paolo, Brasile, 13 giu.
2023Presentazione del libro “The House at Capo d’Orso”, MIT Press 2023, con l’autore Sebastiano Brandolini e Thomas Weaver, Libreria Spazio, Milano, 9 giu.
2022Presentazione del libro “Cigarrilhas, Dois meses no escritório de Oscar Niemeyer”, con Matteo Terzaghi, Biblioteca dell’Accademia di architettura, 18 ott.
2021Martino Pedrozzi, “The new ponte Cabbiera chapel in Val Malvaglia”, Conceptual design symposium, Fédération Internationale du Béton, Attisholz Areal, Solothurn, 16 sett.
2019Panel discussion Harvard GSD, Graduate School of Design, Cambridge, USA
2017Tavola rotonda SAM (Schweizerisches Architekturmuseum) Basilea
2016Assemblea generale FAS, Ginevra
2007Fondazione Brasilea, Basilea, Svizzera, tavola rotonda con Annette Spiro e Meinrad Morger in occasione dei 100 anni di Oscar Niemeyer
(presso la FAU di San Paolo, l’Harvard GSD, l’ENSA Paris-Val de Seine e altrove). Mi appassiona il mondo dell’Università
 Professore d’atelier di diploma
2026Semestre primaverileTicino. Sguardi laterali
2025Semestre primaverileLisbona sponda sud, l’estuario al centro
2024Semestre primaverileBasilea 2035, città tra ricerca, industria e cultura
  
 Professore d’atelier
2025SA Bachelor III e MasterLugano. Unfolding the river
2024SA Bachelor III e MasterQuinto. Alpine perspectives
2023SA Bachelor III e MasterVal Mara. Questioning reality
2022SA Bachelor III e MasterLocarno. Groundworks
2020SA Bachelor IIIFoundation gesture
2020SP Bachelor III e MasterA space for leisure
2019SA Bachelor III e MasterConstructing space
2019SP Bachelor IIAbitare in pietra a Ballaraó
2018SA Bachelor IIAbbattere, erigere
2018SP Bachelor IILugano, Casualità e disegno
2017SA Bachelor IIScomporre, comporre architettura
2016SA Bachelor III e MasterMutazioni: Quarnei e Novi Beograd
  
 Esperto di tesi
2011SUPSI-DACD
2010Prof. Marco Bakker Scuola Universitaria Professionale di Berna
2007Prof. Bruno Marchand, EPFL
  
 Relatore invitato
2024Corso Prof. Sascha Rösler, The city as energy landscape, USI Accademia di architettura, Mendrisio
2024Corso Prof. Momoyo Kaijima e Prof. Laurent Stalder, ETH D-ARCH
2024Corso Docente Felix Wettstein, Hochschule Luzern, Technik und Architektur
2022Corso Prof. Nicola Braghieri, EPFL
2022Corso Docenti Cristiana Lopes e Giacomo Brenna, USI Accademia di architettura, Mendrisio
2021Corso Prof. Riccardo Blumer, USI Accademia di architettura, Mendrisio
2021Corso Prof. Michael Jakob, Politecnico di Milano
2021Corso Prof. Sascha Rösler, The city as energy landscape, seminar and public lecture series, USI Accademia di architettura, Mendrisio
2018Corso Prof. Muck Petzet, USI Accademia di architettura, Mendrisio  
2016Atelier Nicola Baserga, USI Accademia di architettura, Mendrisio
2016Atelier Stefano Moor, Scuola Universitaria Professionale di Ginevra
2015Atelier Paolo Canevascini, USI Accademia di architettura, Mendrisio
  
 Critico invitato
2025Atelier Prof. João Nuñes e Prof. João Gomes da Silva, USI Accademia di architettura, Mendrisio
2024Atelier Prof. Eva Prats, USI Accademia di architettura, Mendrisio
2023Atelier Prof. Eva Prats, USI Accademia di architettura, Mendrisio
2023Atelier Docente Giuliano Gavin, SUPSI-DACD
2022Atelier Prof. Carla Juaçaba, USI Accademia di architettura, Mendrisio
2021Atelier Prof. Giacomo Guidotti, Haute école d’ingénierie et d’architecture Fribourg
2021Atelier Docente Felix Wettstein, Hochschule Luzern, Technik und Architektur
2019Discussione con i dottorandi del Prof. Paolo Amaldi, École Nationale Supérieure d’Architecture Paris Val de Seine
2019Atelier Lucien Colin e Mario Ferrari, École Nationale Supérieure d’Architecture de Nancy
2019Atelier Paolo Canevascini, USI Accademia di architettura, Mendrisio
2016Atelier Andrea Pedrazzini, École Nationale Supérieure d’Architecture de Saint-Étienne
2016Atelier Nicola Baserga, USI Accademia di architettura, Mendrisio
2016Atelier Stefano Moor, Scuola Universitaria Professionale, Ginevra
2015Atelier Giacomo Guidotti, Scuola Universitaria Professionale, Friburgo
2014Atelier Francis Kéré, USI Accademia di architettura, Mendrisio
2013Atelier Angelo Bucci, ETHZ
2009Atelier di diploma Jonathan Sergison, USI Accademia di architettura, Mendrisio
2009Atelier Lukas Meyer, SUPSI
2008Atelier Ludovica Molo, SCI-Arc, Vico Morcote
2008Atelier Jonathan Woolf, USI Accademia di architettura, Mendrisio
2007Atelier Sebastiano Brandolini e Alfonso Femia, Kent State University, Firenze
2001Atelier Kenneth Frampton, USI Accademia di architettura, Mendrisio
2000Atelier Vincent Mangeat, EPFL
per le opportunità progettuali e didattiche che offre: nel 2003 ho ideato il laboratorio internazionale di progettazione WISH

WISH, acronimo di workshop on international social housing, è un corso annuale di progettazione dell’Accademia di architettura dell’USI nato con il preciso intento di affrontare ed indagare, attraverso la progettazione architettonica, il tema dell’alloggio collettivo e sociale. Il corso ha una profonda vocazione internazionale e cerca di instaurare con paesi ed istituzioni interessate una proficua collaborazione accademica.
www.wish.usi.ch

 CittàTemaPartner
2026Black River,
Giamaica
Reagire al disastro naturaleUniversity of Technology, Jamaica
2025Ulan Bator,
Mongolia
Migrazione internaMongolian University of Science and Technology
2024Manaus,
Brasile
Ripensare la relazione tra la foresta pluviale e la cittàUniversidade Federal do Amazonas
2023Bukhara,
Uzbekistan
Trasformare l’eredita dell’urbanizzazione sovieticaTashkent University of Architecture and Civil Engineering
2022Chirongui,
Mayotte
Nuove forme di abitare in delicato equilibrio con l’acquaAmministrazione comunale di Chirongui
2021Longyearbyen,
Svalbard
Interrogarsi sul senso di vivere in un luogo estremoNorwegian University of Science and Technology
2017Bogotà,
Colombia
Abitare collettivo e spazio pubblicoPontificia Universidad Javeriana de Bogotá
2016La Habana,
Cuba
Modelli tipologici e tecniche costruttive importateInstituto Superior Politécnico José Antonio Echeverría
2015Lima,
Perù
Limiti interni ed esterni nella cittàPontificia Universidad Católica del Perú
2014Tokyo,
Giappone
Riuso e rinnovo del patrimonio edilizio esistenteTokyo Institute of Technology
2013Quito,
Ecuador
Progetto come sintesi di aspetti sociali, culturali ed economiciPontificia Universidad Católica del Ecuador
2012Boston,
USA
Abitare il paesaggio infrastrutturaleGraduate School of Design, Harvard University
2011San Paolo,
Brasile
Quando il centro diventa periferiaUniversidade de São Paulo
2010Ahmedabad,
India
Encroachment e forme essenziali di pianificazioneCentre for Environmental Planning and Technology of Ahmedabad
2009Goris,
Armenia
Dal progetto alla realizzazione: un’ipotesi diventa realtàYerevan State University of Architecture and Construction
2008Amman,
Giordania
La frontiera urbana tra paesaggio ed urbanizzazioneUniversity of Jordan
2007Tbilisi,
Georgia
Le implicazioni dell’ideologia sulla forma della cittàGeorgian Technical University
2006Johannesburg,
Sudafrica
Ripensare i luoghi simbolo della segregazioneUniversity of the Witwatersrand
2005Nanjing,
Cina
L’opportunità di restituire luoghi residuali alla cittàNanjing University
2004Mexicali,
Messico
Rimodellare il limite delle Gated CommunitiesUniversidad Autónoma de Baja California
2003Tucumán,
Argentina
Il margine urbano tra pianificazione e autocostruzioneUniversidad Nacional Tucumán
  
 Critici e relatori
2026Laurence Neufville, Andre Baugh
2025Tsovoodavaa Gantumur, Zolzaya Lkhagvasuren
2024Mario Botta, Angelo Bucci, Marcos Cereto, Vanessa Grossman
2023Azamat Khasanov, Raffaele Marone, Bakhodir Matchonov, Felix Wettstein
2022Roberto Guidotti, Cyrille Hanappe, Lukas Meyer, Marco Navarra
2021Olav Kristoffersen, Giacomo Guidotti, Vincenzo Tuccillo
2017Martin Anzellini, Valentina Merz, Luz Mary Rodelo Torres, Owen Watson
2016Dayra Gelabert Abreu, Sebastiano Brandolini, Vittorio Garatti, Stefano Moor, Luis Rueda Guzman
2015Mario Botta, Sebastiano Brandolini, Reynaldo Ledgard, Paulo Dam
2014Mario Botta, Sebastiano Brandolini, Nosaku Fuminori, Go Hasegawa, Sho Kurokawa, Kazunari Sakamoto, Yoshiharu Tsukamoto, Raphael Zuber
2013Mario Botta, Sebastiano Brandolini, Ana Maria Duran, Sandra Giraudi, Alexis H. Mosquera
2012Dario Bonetti, Mirko Bonetti, Felipe Correa, Carlos Garcia Velez, Felix Wettstein
2011Sebastiano Brandolini, Angelo Bucci, Giacomo Guidotti, Andrea Pedrazzini, Alvaro Puntoni
2010Mario Botta, Sebastiano Brandolini, Marianne Burkhalter, Balkrishna Doshi, Giacomo Guidotti, Andrea Nardi, Snehal Shah
2009Karlen Gevorgyan, Narek Sargsyan, Ara Dolunts, Nune Petrosyan, Anahit HovHannisyan, Ara Nazinyan, Ernesto Morosin
2008Nabil Abu-Dayeh, Claudio Naiaretti, Annick Tonti
2007Sebastiano Brandolini, Alberto Ponis, Nick Shavishvili
2006Leonardo Benevolo, Sebastiano Brandolini, Lone Poulsen
2005Massimo Laffranchi, Angelo Mangiarotti, Ding Wowo
2004Miquel Adrià, Peppo Brivio, Jacques Gubler, Nuno Travasso
2003Jacques, Gubler, Alfredo Pini, Livio Vacchini
  
 Esposizioni
202514° Biennale internazionale di architettura di San Paolo, Brasile
2015Esposizione Experimenta 01, I workshop dell’Accademia in mostra, Accademia di architettura, Mendrisio
2014Riuso e rinnovo del patrimonio edilizio esistente, progetti per Tokyo, Giappone, Padiglione Svizzero, Biennale di architettura, Venezia
2012Abitare il paesaggio infrastrutturale, progetti per South Boston, USA, Accademia di architettura, Mendrisio
2008Il disegno della frontiera urbana in equilibrio tra paesaggio ed urbanizzazione, progetti per Amman, Giordania, Accademia di architettura, Mendrisio
2007Le implicazioni dell’ideologia sulla forma della città, progetti per Tbilisi, Georgia, Accademia di architettura, Mendrisio
2005L’opportunità di restituire luoghi residuali alla città, progetti per Nanjing, Cina, Accademia di architettura, Mendrisio
2004Rimodellare il limite delle Gated Communities, progetti per Mexicali, Messico, Accademia di architettura, Mendrisio
2003Il disegno del margine urbano tra pianificazione e autocostruzione, progetti per Tucumán, Argentina, Accademia di architettura, Mendrisio
  
 Convegni
2024Martino Pedrozzi, “When dialogue means public space. The experience of WISH at USI, Academy of Architecture”, MEM Middle East Mediterranean Summit, USI, Lugano, 6 nov.
  
 Pubblicazioni
2023Nuovo sito web di WISH, www.wish.usi.ch
2021Martino Pedrozzi, “WISH, Workshop on International Social Housing”, in Mario Botta, Tracce di una scuola, Accademia di architettura a Mendrisio 1996-2021, Mendrisio e Milano, MAP e Electa
2016Carlo Silini, Corriere del Ticino, pag. 2 e 3, 15 set.
2014Carlo Silini, Corriere del Ticino, pag. 2 e 3, 13 set.
presso l’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana con sede a Mendrisio, dove nel 2016 ho iniziato a dirigere un atelier di progettazione, nel 2021 sono stato nominato professore titolare e nel 2025 ho ricevuto l’incarico di direttore del Diploma

Ticino. Sguardo laterali
Nell’intento di stabilire una complementarità e concludere il prezioso contributo al territorio offerto dai tre precedenti diplomi sul Ticino (L’alptransit e la “Città Ticino”, 2008; Città Ticino, 2014; Chiasso-Ponte Chiasso, 2020), che si sono concentrati sul fondovalle principale, il diploma 2026 Ticino. Sguardi laterali estenderà la propria riflessione a sedici valli “laterali” – una per ogni atelier –, che consentiranno di lavorare sullo spazio ticinese nella sua interezza. Le sedici valli, ognuna dotata di una propria specifica identità, sono state selezionate perché rispondono a dei criteri precisi: sono valli urbanizzate e abitate; sfociano sul fondovalle principale, dove è presente una stazione ferroviaria; sono potenzialmente ben connesse al fondovalle principale e potrebbero perciò rappresentarne un’estensione verosimile e concreta. Con questo approccio si vuole restituire l’immagine di un territorio ricco e complesso, costituito di valli interconnesse, che dalle vette montane si spinge sino alle rive dei laghi, in un avvicendarsi di peculiari condizioni economiche, sociali, culturali e climatiche che meritano grande attenzione. L’auspicio è che ogni atelier, nella completa autonomia della propria ricerca e coerentemente alla propria specifica offerta didattica, possa esplorare il territorio della valle assegnata nella sua interezza, fornendo così il proprio originale contributo a una riflessione corale, che cercherà di fondarsi e alimentarsi nel confronto stimolante e costruttivo con gli attori che operano sul territorio.
www.diploma.arc.usi.ch

2026. Svolgo un’intensa attività accademica relativa al territorio, raccolta sul sito STT

Studio Territorio Ticino è un insieme coordinato di attività – atelier di progettazione, interventi sul territorio, pubblicazioni e altre iniziative – che mira a proporre una lettura “trasversale” del territorio. Esso si propone di partire dalla dimensione geo-morfologica del Cantone, riferendosi a quella complessità altimetrica che tanto profondamente ne influenza la percezione spaziale: un territorio montano, caratterizzato da rilievi che si fronteggiano su un fondovalle più o meno ampio.
www.stt.arc.usi.ch

, Studio Territorio Ticino. Sono stato advisor

Istituito nel 2007, lo Swiss Architectural Award è promosso dall’edizione 2019-2020 dalla Fondazione Teatro dell’architettura ed è organizzato dall’USI-Accademia di architettura di Mendrisio. Nella giuria, presieduta da Mario Botta, siedono i rappresentanti delle tre Scuole di architettura svizzere di USI, EPFL e ETH. Obiettivo del premio è riconoscere e segnalare gli architetti di tutto il mondo che abbiano offerto, attraverso il loro lavoro, un contributo rilevante alla cultura architettonica contemporanea, dimostrando particolare sensibilità nei riguardi dell’equilibrio ambientale, e al tempo stesso di favorire il dibattito pubblico sul ruolo dell’architettura nella società contemporanea. Il premio, che ammonta a 100.000 Franchi svizzeri, è assegnato con cadenza biennale ad architetti che non abbiano ancora compiuto 50 anni e abbiano realizzato almeno tre opere significative. I candidati sono proposti all’attenzione della giuria da un comitato di consulenti internazionali.
www.swissarchitecturalaward.com

dello Swiss Architectural Award, sono membro di consiglio della Fondazione

Fondazione Teatro dell’architettura è all’origine del Teatro dell’architettura dell’Università della Svizzera italiana, uno strumento volto ad alimentare il dibattito disciplinare, a rafforzare l’offerta formativa dell’USI e dell’Accademia di architettura in particolare, e a favorire, presso un pubblico più ampio, una maggiore consapevolezza delle questioni cruciali della cultura architettonica contemporanea, la Fondazione Teatro dell’architettura è dal 2019 promotrice dello Swiss Architectural Award.
www.fondazionetam.ch

Teatro dell'architettura di Mendrisio e presidente dell’Associazione

L’Associazione Amici dell’Accademia di architettura di Mendrisio si è costituita nel 1996, in concomitanza con la fondazione dell’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana. L’obbiettivo dell’associazione è quello di raccogliere fondi per creare borse di studio in favore di studenti stranieri meritevoli ma con difficoltà finanziarie e per sostenere progetti che contribuiscano a sviluppare la facoltà, nell’intento di creare un terreno fertile di confronto e di discussione, aperto e ricco di stimoli grazie alle più diverse realtà culturali e sociali.
www.amiciaccademia.ch

Amici dell’Accademia di architettura, il cui scopo è raccogliere fondi da devolvere in borse di studio. Ho pubblicato una raccolta di letture

Libri a me cari, scelti in libreria una ventina d’anni fa, con l’unico criterio della mia curiosità del momento.
primavera2020.ch

e alcuni libri
  Perpetuare architettuta. Gli interventi di Martino Pedrozzi sul patrimonio rurale in Valle di Blenio e in Val Malvaglia 1994-2017
Ita-Eng, Park Books, Zürich 2020
  Quindici anni di WISH, Workshop on International Social Housing
Mendrisio Academy Press, Mendrisio 2020
  Mini Cigarillos. Due mesi nello studio di Oscar Niemeyer
Letteraventidue, Siracusa 2020
  Cigarrilhas. Dois meses no escritório de Oscar Niemeyer
Portoghese, Romano Guerra Editora, São Paulo, 2022
  Mini Cigarillos. Working with Oscar Niemeyer for two months
Inglese, Lars Müller Publishers, Zurigo, 2025
  Casualità e disegno, Edilizia residenziale e spazio pubblico a Lugano
Edizioni Casagrande, Bellinzona 2020
  Il lido di Ascona di Livio Vacchini, Una teoria del giunto
Edizioni Casagrande, Bellinzona 2017
, tra cui Mini Cigarillos, in cui racconto la mia esperienza nello studio di Oscar Niemeyer a Rio de Janeiro nel 1999. Martino Pedrozzi
1971Nasce a Zurigo
1974–1975Vive in Perù
1990–1996Studi all’EPFL con Frédéric Aubry, Patrick Mestelan, Luigi Snozzi, Vincent Mangeat e Kenneth Frampton
Pratiche da Campi e Pessina, Tita Carloni e Livio Vacchini
Diploma con Mario Botta
dal 1997Architetto indipendente
1999Due mesi nello studio di Oscar Niemeyer a Rio de Janeiro
dal 2003Ideazione e direzione di WISH, Università della Svizzera italiana, Accademia di architettura, Mendrisio
2005–2021Docente, Università della Svizzera italiana, Accademia di architettura, Mendrisio
2008Dottore onorario alla Yerevan State University of Architecture and Construction, Armenia
dal 2014Membro di consiglio della Fondazione Casa dell’Accademia
dal 2015Membro di consiglio della Fondazione Teatro dell’Architettura
2016–2020Professore invitato, Università della Svizzera italiana, Accademia di architettura, Mendrisio
dal 2021Professore titolare, Università della Svizzera italiana, Accademia di architettura, Mendrisio
dal 2023Presidente dell’Associazione Amici dell’Accademia di architettura di Mendrisio 
2025–2026Direttore del diploma 2026, Università della Svizzera italiana, Accademia di architettura, Mendrisio